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souzapestoQuanto può valere una foto di un piatto di pasta al pesto su Instagram con una dichiarazione d’amore allegata? “Dichiaro ufficialmente la pasta al pesto la mia preferita. Good bye Portofino, Liguria & Pesto”. Moltissimo, se il profilo in questione è quello di Carlos Souza, PR e ambassador del brand di Valentino che non solo può vantare quasi 70 mila follower, ma che per mestiere trasforma in oro tutto ciò che tocca. O meglio, che comunica: i dati dicono, a proposito del pesto, che la crescita di popolarità sui social è aumentata del 10%, numeri che non potranno mancare di generare conversioni per il comparto agro-alimentare e anche per il turismo della nostra Regione, soprattutto per Portofino. Che, dal concerto di Andrea Bocelli, sembra vivere una seconda giovinezza.

Per chi non lo sapesse, Carlos Souza è un giornalista e copywriter che può vantare collaborazioni con Interview, il magazine ideato da Andy Warhol. E’ stato direttore dell’edizione italiana di Harper’s Bazaar fino a quando, a metà degli anni ’90, non è entrato nella Valentino Fashion Group, gestendo la comunicazione del marchio a New York.

Tra i principali meriti che gli vengono riconosciuti, spicca quello di aver incrementato fortemente l’appeal del marchio presso lo star system. Questo grazie a un imponente lavoro di relazioni esterne e all’organizzazione di spettacolari sfilate e fashion parties, che hanno portato Valentino a essere uno dei brand più celebri nel mondo. Dopo l’uscita dalla griffe, coincisa con il ritiro definitivo di Garavani dalla moda, Carlos Souza ha avviato altri progetti, fra cui la propria linea di gioielli Most Wanted Design. Fino al ritorno come guida dell’ufficio relazioni esterne internazionali.

Poche settimane fa l’outing di questo nuovo amore fra Carlos Souza e un classico della “moda” eno-gastronomica italiana che negli USA gode già di un nutrito numero di fan, destinati ora a crescere esponenzialmente: il pesto genovese. Obrigado, Carlos.

spaghetti-2272159_1280Nel pieno dell’estate il peperoncino può essere un ottimo alleato contro il caldo. Non a caso in molti paesi africani o medio-orientali consumare cibo piccante è un’abitudine nata per aumentare la sudorazione, che ha la funzione di ridurre naturalmente la temperatura corporea, e di sperimentare una piacevole scarica di endorfine che può, fra gli altri effetti, attenuare quella fastidiosa sensazione di caldo.

Attenzione, però ad abusarne: un uso troppo frequente di peperoncino può infatti infiammare le mucose interne e causare gastriti o addirittura ulcere. Se siete degli appassionati dei classici spaghetti aglio, olio e peperoncino, vogliamo quindi suggerirvi una piacevole alternativa a base di… Pomodori secchi.

tomatoes-2500835_1280La ricetta è davvero semplice. Reidratiamo i pomodori secchi in acqua e aceto, portando a ebollizione. Quindi tritiamoli. Sbucciamo anche dell’aglio e affettiamolo. Infine, puliamo e tritiamo finemente del prezzemolo prima di cuocere i nostri spaghetti in acqua salata. Mettiamo ora due padelle sul fuoco: nella prima, facciamo rosolare l’aglio a fiamma media in olio di oliva. Nella seconda, invece, rosoliamo il pangrattato, sempre nell’olio, mescolando fino a doratura. Dopo averlo trasferito su un foglio di carta assorbente, dobbiamo unirvi il trito di pomodori secchi.

Scoliamo gli spaghetti, trasferiamoli nella padella con olio e aglio, badando di aggiungere un paio di cucchiai di acqua di cottura che renderanno più cremoso il composto di pangrattato e pomodori dopo che lo avremo riversato nella pasta insieme al prezzemolo. Mescoliamo e, ca va sans dire, serviamo caldo.

aeroportiA proposito di… Pesto che vola. Da qualche anno, grazie a specifici accordi con i negozi interni agli aeroporti, i prodotti Perla sono esposti a Malpensa, a Verona-Villafranca e Orio al Serio. A tutti i nostri referenti, in omaggio l’espositore in legno per dare risalto alle nostre tipicità. Sei un negozio e vuoi acquistare i nostri prodotti per offrire uno spaccato gastronomico di Liguria? Contattaci!

E’ di questi giorni la bella notizia, rimbalzata su tutti i media locali e nazionali, che il “nostro”  pesto, finalmente, potrà volare nel bagaglio a mano.

Basterà attendere il 1 giugno, poi chiunque voglia imbarcarsi con uno o più vasetti da 100 a 500 ml potrà farlo prima sottoponendo i barattoli a un breve controllo radiogeno, quindi apponendovi un’apposita etichetta, “Il pesto è buono”, dal nome di un’iniziativa concertata da ASCOM, Aeroporto di Genova ed Enac; un’iniziativa che intende conciliare promozione, sicurezza e solidarietà.

Già, perché il ricavato dell’etichetta, disponibile nei negozi convenzionati o presso la biglietteria dell’aeroporto, sarà devoluto alla ONLUS Flyng Angels, che si occupa del trasporto di bambini malati verso gli ospedali di tutto il mondo, Gaslini compreso.

“Da tempo ci eravamo resi conto che la norma sui liquidi nel bagaglio a mano costringeva genovesi e turisti a lasciare a terra i vasetti di pesto”, spiega Marco Arato, presidente dell’Aeroporto di Genova. Le cifre? Circa 500 barattoli all’anno: uno spreco, ma anche un’occasione mancata di promozione della nostra eccellenza più rinomata. “Per questa ragione abbiamo chiesto alla Direzione di Enac di trovare una soluzione che consentisse di salire a bordo degli aerei in partenza da Genova portando con sé il pesto, sia quello fatto in casa che quello acquistato in negozio”.

attC’è una realtà,  in Toscana, che si occupa di servizio di ospedalizzazione del malato a domicilio, di supporto Psiconcologico e Psicoterapeutico al paziente e alla famiglia, e in particolare all’infanzia e all’adolescenza, perché in famiglia, quando un parente si ammala , ne risente tutto il nucleo familiare.

Questa realtà si chiama Associazione Tumori Toscana. Noi di Perla l’abbiamo conosciuta grazie a Unicoop Firenze e siamo felice di aderire alle iniziative ad essa dedicate, come la campagna natalizia che ci ha visti parte di un’azione di supporto che fa dire a noi, prima di tutto, grazie per questa splendida opportunità.

Perché la sola possibilità di aiutare chi versa in stato di sofferenza è già ricompensa a se stessa.

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I prodotti Perla “prendono il volo”
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