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biologicobanner“Produrre un vero pesto alla genovese biologico è per noi un atto di responsabilità verso le persone e verso l’ambiente, un primo passo verso un’idea di alimentazione sana e corretta, coerente con ciò che tutti desideriamo. Per noi e per i nostri figli”. Sono queste le parole scelte da Laura Benazzi, export manager di Perla, per presentare ai lettori di perlasrl.it il Pesto biologico, fresco e a lunga conservazione, in vasetto di vetro o plastica: un fiore all’occhiello dell’azienda che da alcuni mesi è acquistabile anche in diversi punti vendita di Coop Liguria, Coop Italia, Unicoop Firenze e nelle migliori gastronomie italiane ed estere.

Più sano, più digeribile, legato a un ideale di biodiversità ma anche più indicato per le donne, soprattutto in gravidanza o con bambini ancora non svezzati. Sono molte le ragioni che spingono medici e nutrizionisti a consigliare un prodotto biologico, attento alla qualità delle materie prime e all’interazione fra l’uomo e l’ambiente. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 23% dei decessi in tutto il mondo è causato dall’inquinamento ambientale, e l’uso dei pesticidi aggrava il problema con conseguenze dirette sulla salute umana. Fra i soggetti più a rischio, come anticipato, le donne, il cui corpo ha un indice di massa grassa più elevato. Qui si sedimentano i composti nocivi degli insetticidi, con conseguenze potenzialmente dannose per l’apparato riproduttivo. Infertilità, endometriosi e ovaio policistico possono essere alcuni degli esiti favoriti dalle sostanze chimiche presenti nei pesticidi; sostanze che, in caso di gravidanza, possono raggiungere anche il feto o accumularsi nel latte materno.

“Vogliamo informare le persone sulle ragioni che spingono Perla a investire su questo mercato – conclude Laura Benazzi – Ragioni non solo economiche ma anche etiche. Nel nostro pesto vengo utilizzati olio d’oliva extra vergine bio, basilico genovese DOP bio, pinoli bio, aglio bio , formaggio bio. Altri produttori usano anacardi e olio di girasole, certamente biologici ma poco rispettosi della tradizione e poco inclini a soddisfare gli elementari standard di qualità. Sono informazioni che desideriamo condividere con i nostri buyer e coi nostri clienti per promuovere stili di vita migliori e più consapevoli. Soprattutto per le generazioni che verranno”.

sial1“The world’s largest food innovation exhibition”, recita il sito web ufficiale. E i numeri lo certificano. Sono infatti qualcosa come 7 mila le aziende che si sono date appuntamento da oggi 16 ottobre al 20 ottobre a Parigi per il tradizionale SIAL. Fra queste, come annunciato nei giorni scorsi, siamo presenti anche noi di Perla e del Consorzio del Pesto genovese, il cui intervento si inserisce nell’ambito di un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria. Oltre 100 i paesi interessati da un evento che rappresenta la più grande e prestigiosa vetrina europea per il prodotto made in Italy e made in Liguria. Dopo la partecipazione alla Fiera Internazionale di Marsiglia, non lesineremo nessuno sforzo per promuovere i valori della tradizione gastronomica ligure anche a qui a Parigi. Per chi ci volesse contattare, siamo allo stand M051 presso il padiglione 5B.

marsigliaE’ iniziata ieri la 92° edizione della Fiera Internazionale di Marsiglia che si terrà dal 23 settembre al 3 ottobre 2016. “Imponente quanto ai partecipanti e alla ricchezza dei contenuti”, dichiara la Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia, che prevede qualcosa come 350.000 visitatori.

Come da 20 anni a questa parte, anche noi siamo presenti a questo appuntamento commerciale fra i più importanti del bacino euro-mediterraneo, che secondo gli esperti di settore è la seconda fiera di Francia dopo Parigi.

Per le piccole e medie imprese come la nostra si tratta di un’occasione unica per incontrare il grande pubblico francese, amante della qualità, dello stile e della tradizione gastronomica italiana. Dei pomodori essicati, ad esempio, molto apprezzati al pari dei funghi porcini e di una primizia come la bottarga di muggine.

La presenza italiana a Marsiglia, particolarmente folta, si contraddistingue per un intero padiglione, situato all’entrata della fiera, nel “Palais des Congrès”: 3.800 m² di superficie espositiva su due piani destinata ai prodotti artigianali.

640px-Pizzochero“La tradizione povera valtellinese — spiega Fabio Moro — vuole che i pizzoccheri siano serviti con burro, formaggio, aglio e verze, lo ha stabilito anche l’Accademia del pizzocchero di Teglio. Ma questo non vuol dire che altri abbinamenti siano sbagliati”.

Fabio Moro è il presidente del comitato per la valorizzazione dei pizzoccheri valtellinesi, gemma gastronomica di ben 4 secoli di vita, di cui vi parliamo per due ragioni: la prima è per suggerirvi di provarli col pesto genovese o con la salsa di noci.

I pizzoccheri sono infatti “tagliatelle” spesse 2 o 3 mm, larghe 0,5 cm e lunghe 7 cm, ricavate da un impasto preparato con due terzi di farina di grano saraceno, che denota la loro tipica colorazione tendente al grigio, ed un terzo di farina di frumento. La loro pastosità e morbidezza li rende particolarmente adatti alle salse liguri, con le quali vi suggeriamo assolutamente di testarli per celebrare – questa è la seconda ragione che ci spinge a parlarne – l’ingresso di questo prodotto nell’universo dell’IGP.

La scorsa primavera, infatti, i pizzoccheri della Valtellina hanno ottenuto l’ indicazione geografica protetta, la stessa che, sotto l’egida del Consorzio del Pesto Genovese, vorremmo far guadagnare al nostro prodotto di punta. La lotta per l’Igp del pizzocchero era nata in opposizione a un concorrente di Milano – tutto il mondo è Paese! – che è stato condannato a risarcire gli autentici produttori per l’usurpazione del nome.

I fondi ottenuti sono serviti al comitato per iscriversi al Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina e finanziare la pubblicità dei prodotti tipici. Il prossimo passo è previsto il 15 settembre, quando i mastri pastai si riuniranno per costituire un consorzio di tutela che salvaguardi la qualità e la nomea del pizzocchero in Italia, in Europa e nel mondo. Anche dalla Liguria, un mare di auguri!

farrofunghiPiù digeribile del grano, ricco di fibre insolubili, di vitamine del gruppo B, con un buon contenuto proteico e di sali minerali fra cui potassio e magnesio, il farro si rivela un’ottima alternativa alla pasta anche nei mesi estivi. Mesi in cui, invece della più invernale zuppa, questo particolare frumento (il più antico fra quelli coltivati) può diventare ingrediente base nella preparazione di sfiziosissime insalate.

Come l’insalata di farro ai pomodori secchi, un piatto in cui, col solo ausilio di un mixer, potrete sbizzarrirvi in svariate creme. Quella che vi indichiamo qui unisce, ai pomodori secchi, pinoli e basilico, in omaggio alla Liguria, e il tofu di soia, prodotto leggero, delicato e adatto a tutti, anche ai vegetariani. Non dimenticate, ovviamente, di aggiungere al composto un buon olio extravergine di oliva.

Per occasioni più formali, invece, vi consigliamo di unire al farro i funghi porcini (se si opta per quelli secchi, non dimenticarsi di ammollarli in acqua fredda). La ricetta, anche in questo caso, è davvero semplice: si tratta di soffriggere uno spicchio d’aglio in una padella con un filo d’olio, quindi versare il farro (65 grammi per persona), immergerlo in brodo vegetale e unirvi i funghi, proseguendo la cottura fino al completo assorbimento del brodo. Una volta tolta la padella del fuoco, una spruzzata di sale, pepe e prezzemolo completerà l’opera. E se la domanda che vi state facendo in questo momento è: ma questo farro, sarà buono col pesto genovese?, la risposta è: certamente! Il suggerimento che vi diamo, in questo caso, è di arricchirlo con patate e fagiolini. E di provarlo anche col pesto rosso. Buon appetito.

Saluti da Marsiglia
E’ iniziata ieri la 92° edizione della Fiera Internazionale di Marsiglia che si terrà dal 23 settembre al 3 ottobre 2016.
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