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Brutte notizie per il pesto genovese. Nei giorni scorsi la stampa ha dato risalto al curioso aumento dell’IVA sul basilico: dal 4 al 10%. La misura è stata richiesta dall’Unione Europea per chiudere la solita, ennesima, procedura d’infrazione.

A subire aumenti sono anche rosmarino e salvia freschi per usi alimentari. Viene da chiedersi perché l’Europa non gradisca alcuni degli ingredienti più affascinanti della dieta mediterranea, proprio quando gli indicatori sulla salute e gli studi dell’OMS suggerirebbero di aumentare le imposte su ben altri prodotti.

Dobbiamo purtroppo constatare che, se a fare le spese della burocrazia di Bruxelles sono i prodotti che danno vigore, sapore e aroma alla cucina italiana, la colpa è dell’Italia. Ma che cos’è successo, di preciso? E’ presto detto: secondo la legislazione comunitaria del 2006, per alcuni beni e servizi l’Italia poteva fissare un’aliquota ridotta, non inferiore al 5% a meno che la percentuale più bassa (nel nostro caso del 4%) non fosse già in vigore il 1 gennaio 1991. L’Italia ha introdotto invece l’IVA del 4% per basilico, salvia e rosmarino nel 1999, una tassazione di fatto non “armonizzata” col severo diritto comunitario.

Poteva andarci peggio? Eccome: se il basilico passa infatti dal 4 al 10%, l’origano naviga infatti sulla soglia del 22%. La ragione è semplice: l’Italia si era dimenticata di inserirlo fra le erbe alimentari con IVA ridotta. Un pasticcio chiama l’altro. E a pagare, come sempre, sono imprese e consumatori.

pastapomodorisecchiefunghiAvete voglia di un piatto di pasta leggero ma saporito, che non deluda le aspettative del palato senza appesantirvi? Un piatto, magari, in linea con un lifestyle vegetariano?

Ancora una volta, Perla vi aiuta a fare la spesa suggerendovi due fra i prodotti più rappresentativi della sua gamma: i funghi porcini essiccati, nella qualità speciale o extra, e i pomodori essiccati in olio con peperoncino, aglio e origano .

Che, accorpati, si rivelano straordinari nell’accompagnamento di spaghetti, penne o, perché no, della pasta fresca ripiena. O di un piatto di trofiette genovesi. Nella scelta dell’accompagnamento, non ponete limiti alla fantasia, liberatevi dall’abitudine, divertitevi e sperimentate. Sperimentate.

La ricetta si annuncia semplice e piuttosto rapida: ammollate i funghi secchi per reidratarli, quindi frullateli insieme ai pomodori essiccati, a dell’olio extravergine di oliva e del sale.

Dopo aver lessato e scolato la pasta prescelta, conditela premurandovi di aggiungere una piccola quantità di acqua di cottura per favorire la cremosità del composto. Coronando il piatto con dei pomodorini freschi tagliati a piccoli pezzi.

Buon appetito.


L’antropologo Claude Lèvi Strauss scrisse che si perdono più facilmente i codici linguistici di quelli alimentari, portando ad esempio il caso degli italiani emigrati in America: mentre la lingua madre venne facilmente scalzata dal nuovo idioma, lo stile alimentare dei nostri “nonni” continuò a rispettare conoscenze remote e tradizioni inestirpabili. Esempio di questa persistenza è il pesto genovese, che il fenomeno dell’emigrazione diffuse anzi a livello internazionale in attesa che il turismo di massa completasse l’opera.

E così, oggi, un recente studio della catena alberghiera Soft Living Places ha decretato il pesto fra i piatti più amati dai turisti che nel 2015 hanno visitato l’Italia. Un successo straordinario e in inarrestabile crescita: il turista straniero, una volta arrivato in Italia, vuole gustare questa salsa di basilico nella terra di origine e in versione rigorosamente originale. «Sta a noi, adesso, trovare le forme migliori per tutelarla e certificarla, saperla proporla nel migliore dei modi, grazie al territorio e alle tradizioni, pena perdere la memoria delle origini e della sua ricetta», ha commentato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Se prende quota l’idea dell’associazione Palatifini di presentare la candidatura all’Unesco affinché il pesto possa essere dichiarato patrimonio dell’umanità, la vera battaglia si giocherà sul piano della denominazione d’origine: oltre a essere divenuto, a pieno titolo, una tradizione g-locale, il pesto è anche un business che alletta multinazionali interessate a lucrare su questo successo planetario senza preoccuparsi della genuinità, della qualità e dell’autenticità del prodotto.

E su questo punto il Consorzio del Pesto Genovese, che da dieci anni tutela e promuove attraverso un preciso disciplinare la ricetta tipica, anche con l’obiettivo di ottenere un riconoscimento in sede europea, è inamovibile: “E’ incomprensibile che nessuno a Roma dimostri sensibilità al riconoscimento del Pesto Genovese – spiega il Presidente Daniele De Rosa, promettendo di riaccendere molto presto i riflettori sul tema – Sono state premiate le peculiarità di molte altre specialità alimentari italiane ed il Pesto, che è tra i prodotti italiani più noti, sembra ingiustificatamente trascurato”.

cesto2Natale è alle porte e il tempo per i regali stringe. Se quella che cerchi è un’idea golosa, per amici o parenti “gourmet”, abbiamo studiato un mini-cesto che propone alcune delle sue eccellenze più apprezzate: crema di olive nere, olio extravergine di oliva (particolarmente consigliato sui piatti di pesce), pomodori essicati in olio di oliva, Olive “Riviera” e i deliziosi funghi porcini essicati per sughi dall’aroma inebriante. 5 prodotti, 5 delizie firmate da Perla e ideali per un presente di grande raffinatezza.

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Laura Benazzi, export manager di Perla srl, è la nuova vice-presidente del Consorzio del Pesto Genovese, l’associazione a cui si deve il disciplinare di produzione della salsa verde più diffusa in Italia e nel mondo, approvato nel 2002, che riporta la corretta procedura e gli ingredienti necessari per la preparazione.

La nomina è emersa nell’ambito dell’elezione del nuovo Presidente, Daniele De Rosa, Presidente dell’azienda Buona Compagnia Gourmet di Savona.

Ad affiancare i nuovi vertici, in veste di consiglieri, Marco De Filippis, chef della Trattoria La Lombarda di Genova e Andrea della Gatta, già Presidente del Consorzio per lo scorso mandato.

Il Presidente De Rosa ha esposto il programma di lavoro che avrà come punti principali:

  • La promozione del Pesto Genovese attraverso la presenza ai maggiori appuntamenti fieristici in Italia e all’estero
  • Un piano di comunicazione costante, che privilegerà il web e la presenza sui social media
  • L’aumento delle imprese associate e una costante attenzione al rispetto della tradizione e della produzione di Pesto Genovese secondo il disciplinare di produzione del Consorzio.

logoconsorzio180“Obiettivo non secondario”, dichiarano De Rosa e Benazzi, “sarà quello di ottenere la tutela comunitaria per il Pesto Genovese, che consentirà una sempre più efficace valorizzazione del prodotto e un vantaggio economico per le imprese liguri, oltre a rivelarsi un formidabile strumento di promozione di tutto il territorio ligure”.

Il sito del Consorzio

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